Mostra di pittura Associazione Delfino

Si è chiusa domenica una singolare mostra di pittura dei ragazzi dell’Associazione Delfino onlus, presso l’istituendo museo “Due fonderie” di San Gavino.
Gli alchimisti sono pittori disabili che hanno esposto i loro capolavori sotto la guida dell’artista Marco Pascalis che, da più di un anno, li segue e si dedica a loro. Promotore dell’evento è l’associazione Delfino, un movimento di volontariato fondato dal 2003 che si occupa di ragazzi diversamente abili.
Le parole di Marco Pascalis, che ha guidato il laboratorio di pittura dei ragazzi.

Ho vissuto un’intensa esperienza professionale ed umana davvero speciale, con il corso di pittura che ho gestito in questi mesi. Nella realizzazione dei loro quadri, gli allievi hanno ”intriso” i vari soggetti, scelti di volta in volta da loro stessi e mai imposti, di segni e di scelte cromatiche spesso uniche, riuscendo a comunicare le loro emozioni ed il loro personale modo di esprimerle attraverso le tecniche apprese, con diligenza e spontaneità. La mostra collettiva di una piccola parte dei loro lavori incorniciati, arà l’occasione, per coloro che la visiteranno,di apprezzare l’entusiasmo, la genuitià e la partecipazione personale molto intensa e genuina, espressa a vari livelli, da tutti gli allievi, in un modo del tutto “speciale”.

Le trentadue opere esposte rappresentano il frutto di una ricerca artistica individuale che ha coinvolto e impegnato questi “speciali” pittori. Altri protagonisti della mostra sono stati i colori, accesi e diversi come le personalità artistiche dei ragazzi. La scelta dei soggetti era invece incentrata sul tema degli aspetti della natura, compatibili con capacità ed esperienze individuali permettendogli di esprimere al meglio le proprie potenzialità. Fantasia e sensibilità si sono trasformate in opere espressive, colori e temi hanno invece sostituito le difficoltà nella comunicazione verbale. Attraverso l’arte, i ragazzi sono riusciti ad esprimere la loro creatività, a superare le diversità e soprattutto a far riflettere su alcune realtà poco conosciute ma per nulla marginali.